Pubblicazioni

LIBRI

New Jersey

Interno Poesia, 2020

Marco Bini - New Jersey

Un racconto, impossibile. La provincia è così: non si afferra, non ne prendi esattamente tutti i contorni. E lo sai, l’insicurezza è l’approdo che la poesia t’insegna. Sono queste le due colonne d’ingresso al libro, parole di Luigi Ghirri e di Iosif Brodskij. Ci salutano, ci dicono: forza, entrate, ecco il nostro–vostro New Jersey. Sa di Terra promessa, questo libro di Marco Bini, anzi di terra e di promessa, «mattone–memoria della terra» e promessa di vita, avvertita tanto da volere, un tempo e forse ancora, «che smettesse tutto quanto» e allo stesso tempo che davvero non finisse. Sentirete, tocca ognuno di voi questo bilico, voi che state per entrare. Vedrete, vi riguarda, se tentati come credo tutti lo sia- mo di narrare la nostra storia, la nostra benedetta terra. (Cristiano Poletti)

Il cane di Tokyo

Giulio Perrone editore, 2015

Marco Bini Il cane di Tokyo

Il big bang dell’umano è già accaduto. Nel libro di Marco Bini, preziosa opera seconda che conferma, rafforza e soprattutto sposta su altro, più ambizioso piano gnoseologico i pregi generazionali della prima, il pianeta Terra è ridotto a nebulosa che vaga per i cieli, il Soggetto cogitante e sensibile si trova costretto in un’esistenza canina, la Storia procede per fotogrammi irrelati e noi non gravitiamo sul confine ma siamo già completamente immersi in una condizione/situazione post-storica e post-umana (Alberto Bertoni).

Conoscenza del vento

Giuliano Ladolfi editore, 2011

Marco Bini - Conoscenza del vento

La prima raccolta di Marco Bini reca in esergo un emistichio di Roberto Roversi dedicato all’inverno e allo stile, due aspetti che sembrerebbero estranei a una concezione giovane della poesia. Bini è molto giovane, in effetti, ma non si nega il lusso di partire controcorrente. Nell’inverno la neve è fredda e ardente allo stesso tempo e la scrittura viva e pensata di chi ha stile non lo può essere di meno. Basta, nel caso dell’Autore, affidarsi a qualche suo incipit. «Ancora ci sorprende il planare a mezzaluna di una foglia»; «L’avvenire fu un bolide arrogante»; «Un mistero rimase come appaia / il presente, d’incanto», e il bellissimo «Perché non sia la nebbia un infarto a mezz’aria delle cose», versi che possono richiamare lo stile dei maggiori (Emilio Rentocchini).

PLAQUETTE

Posto unico

Anonima Impressori, 2013

Marco Bini - Posto unico

Plaquette in tiratura limitata realizzata presso l’officina di Anonima Impressori di Bologna. Otto poesie ispirate da altrettanti film, una galleria di personaggi in lotta con se stessi prima che con il mondo, che rifiutano tenacemente una resa. Stampata in 150 copie numerate, la copertina (disponibile in verde e in rosa) richiama nei colori e nel disegno i vecchi biglietti di ingresso per il cinema. Copertina, seconda di copertina e retro in cartoncino stampati ad impressione con caratteri mobili, interno stampato in offset.

ANTOLOGIE

Post '900, lirici e narrativi

Giuliano Ladolfi editore, 2015

Post '900 Ladolfi

Nella presente antologia sono presenti voci che appartengono a una voce sola, quella su cui ostinatamente da due decenni lavora la rivista «Atelier», che volerci dire che la strada intrapresa produce opere, porta dietro di sé i giusti riconoscimenti, si affaccia alla dimensione europea e internazionale, trova infine il proprio equilibrio, quell’equilibrio che spesso viene richiesto alla poesia e spesso viene disatteso dai poeti. Questi gli autori compresi: Martina Abbondanza, Chiara Bernini, Marco Bini, Federica Bologna, Maria Borio,Giuseppe Carracchia, Clery Celeste, Agostino Cornali, Marco Corsi, Noemi De Lisi, Alessandra Frison, Gianluca Fùrnari, Francesco Iannone, Eva Laudace, Maddalena Lotter , Luca Manes, Michela Monferrini, Ivonne Mussoni, Giuseppe Nibali, Giulia Rusconi, Stefano Visigalli.

La generazione entrante. Poeti nati negli Anni Ottanta

Giuliano Ladolfi editore, 2011

La generazione entrante Ladolfi

Tra i poeti dell’ultima generazione viene a mancare l’idea di “comunità”, di intento di gruppo che aveva caratterizzato i cosiddetti “Settanta” o, ancora meglio, un buon gruppo di autori, molto agguerriti, anagraficamente compresi tra il 1968 e il 1977.
Ora ci troviamo al contrario di fronte a un’identità sfilacciata e solitaria, debole e poco battagliera, una potenziale nuova “generazione in ombra”, non classificabile in una sola semplicistica categoria, ma in grado al contrario di creare con il proprio lavoro come già è accaduto per i nati negli Anni Sessanta opere importanti. E proprio dalle opere dobbiamo ripartire se vogliamo risuscitare lo stato della poesia italiana contemporanea, l’unico antidoto (e questi nuovi autori lo hanno ben capito) sono i testi. Solo la carta può risolvere le cose (Matteo Fantuzzi).